lunedì 28 giugno 2010

Gioco-concorso "Chi sarà il Tacchino induttivista?" - Risultati

 

 Si è concluso alle 18.00 di oggi  il gioco-concorso "Chi sarà il Tacchino induttivista?"

Risultato finale
risposte positive: 11

risposte negative: 21 


 Un ringraziamento a tutti i concorrenti (32 per la precisione) che hanno partecipato al gioco con entusiasmo, voglia di cambiamento e desiderio di "scannare" i Tacchini Induttivisti peteciani e non  (animali avvisati, mezzi salvati).
Comunico con molta riservatezza a tutti i vincitori-elettori che l’abbuffata  strategica con il futuro  Sindaco di  Turania avrà luogo, molto probabilmente, il prossimo sabato, in una rifugio ben protetto e sicuro della zona Cava-Croce  (non dobbiamo assolutamente farci scoprire, in quanto nuovi  “carbonari”, “rivoluzionari” e  patrioti sabini!)
Ogni vincitore è autorizzato a portare con se una persona che non sia un diretto familiare (la sceltà è stata necessaria per ricercare il maggior numero di consensi possibili). I partecipanti sono invitati alla massima attenzione nella scelta degli accompagnatori e delle strade da percorrere per raggiungere il luogo dell’incontro. La parola d'ordine per l’ingresso - che deve rimanere assolutamente segreta -  è : "VIVA TURANIA E I VERI PETECIANI, ABBASSO I TACCHINI E LE CAPRE INDUTTIVISTE".  Raccomando ancora il massimo riserbo (nemmeno le mogli, le fidanzate e, tantomeno, escort, veline e puttane a ore dovranno venire a conoscenza della parola d'ordine, pena un misero flop. I convenuti non potranno portare con se registratori e telefonini, quelli sono ammessi solo nelle residenze di Al Tappone o Nano pelato). Viva la libertà, Viva Petecia!!
Comunico ai partecipanti non vincitori e ai peteciani di buona volontà di non disperare perchè, subito dopo la festa della Madonna,  potranno finalmente banchettare anche loro con il prossimo Sindaco.

Vi anticipo alcune pietanze per la serata di sabato 3 luglio:
  • Cornacchie co' Pimmitori sfracchiati alla Patataru  o “Piatto del Podestà”
  • Impallinata di  Piccione o "Grigliata del comandante"
  • Papparella Sciapìta o “Pancotto del Guru”
  • Sformato di Broccolo al gratin, detto  "Spianata alla Pezzotta"
  • Cellei all’arrabbiata o “Pasticcio del fratello”
  • Tacchino Induttivista all'olio di ricino o “Arrosto del Fregnone”
  • Trippa alla bolognese o “Raviolo del Nonno”
  • Rimmelle di Trombone o “Frattaglie alla Statua”
  • Intingolo all’abruzzese o “Trito del Ruspista”
  • Pappagallo bollito o “Brodetto del  nipote “
  • Contorni inutili o “Cazzetti alla coca-cola”
  • Formaggi di Capre nostrane a volontà
  • Ciammellitti del Gagà o “Stronzetti alla romanesca”
  • Cremini alla panna  o “Gelati in Tour”
  • Caffè corretto alla cicuta o “Vendetta dell’elettore” 
  • Passerina peteciana (bianco 11 °C)
  • Passera peteciana (rosso 14 °C)



Buona magnata a tutti, e me raccomanno: “Zitti e mosca”.
Canteremo tutti insieme l'Inno della "Nuova Petecia"!


 

martedì 22 giugno 2010

Sensazionale: "La voce satirica peteciana va in pensione"

Finalmente accontetati il Tacchino Induttivista e i degni compagni dell'aia! Non è una cornacchiata ma la pura verità. Amici e Non, vi annuncio che a Turania è nato, dopo 35 lunghissimi anni, un degno sostituto di Cornacchia. Anche se ancora in rodaggio, riuscirà molto presto a raggiungere i grandi "satirici" italiani per l'ottima perspicacia e le qualità di poeta dialettale.
Annuncio, fin da questo momento che, non appena sarà pronto e disponibile, Cornacchia gli cederà, molto volentieri, questo blog per ritirarsi definitivamente a Turania ed occuparsi a tempo pieno dei suoi tanti potenziali "elettori" (questo non è più un lapsus, ma una certezza, ma che dico un tic!), volevo dire dei suoi tanti amici peteciani.   
Anche se questo post farà passare in secondo piano le discussioni del "Tacchino Induttivista" e "La Povera Vedova" non potevo rimandere la bella notizia!!
E dire che lu Ghiallinacciu e la sua congrega davano per morto, appena un paio di giorni fa, questo blog. Per tutta risposta e per fargli "dispetto", metteremo su "La Scuola di Satira Peteciana" , così ne vedremo delle belle!! 
Invito tutti i lettori e tutti i peteciani, ma proprio tutti, ad accoglierlo con entusiasmo, benevolenza  ed incoraggiamento (evitando le solite, inutili e sterili critiche malevole).
Il novello Cornacchia (che dovrà darsi, ovviamente, uno pseudonimo appropriato) perdonerà il "Maestro" se si è permesso di limare qualche piccolissima imperfezione, ma se non è d'accordo inserisco subito l'originale. Benvenuto nel mondo della satira, caro collega!!
Ecco l'opera prima (almeno credo), gustatevela tutta.

Mammamea tuttu s'è franatu
e pure Osse è minacciatu.
Ma de rimpettu a lli Nostri Monti
è comparsa "Trinità dei Monti".
 
Tra cerque, urmi e biancospino
s'è scopertu l'artarino.
Se llu guardi da llu casale
pare propriu lu Quirinale
sta tranquillu nnè 'nabbagliu
po' sembrà lu Campidogliu.

Lì se sane ci steanu li Galli
ecco invece ci stau li ghialli.
Ma che dico!!! Poncio e scialla
'ncima ci sta propriu la Ghialla.
Ma gl'abusu pure lu fà
chi sta sempre a condannà!

Caru Fronzi t'hau fregatu
lu briccaru hau mosaicatu
A te invece c'ha sbancatu
te sse so' bellu e 'ngulatu.
E ancora nnè fenìta
mo te lancianu la sfida.

Pare pure che Cornacchia
quattu quattu va a lla macchia
e co' 'n'ara congregazzione
già prepara la tenzone.

Lu Tacchinu 'nduttivista
stau a cercà pè mette in lista
e appena gliau trovatu
vau all'attaccu degl'arrabbiatu.
 
Pare che llu Grande Elettore
sia solu 'nfanfarrone
mo' che tuttu è sequestratu
solu solu gl'hau lasciatu.

E se pure lu Montanaru
che da 'npo masticamaru
ha decisu de mmollà
bè... allora 'nvau più llà.

Pure Cremino decadutu
se reguarda lu passatu
allora cì... basta che voglia
fa lu sardu de lla quaglia.

Tra Cornacchia, crapi e polli
mancanu solu li Francobolli.
Cocì quissi... zitti zitti
li fau lessi, o li fau fritti?!

Ma non tenete nostalgia
refacemo 'n'allegria
tutti quanti e 'ncompgnia,
'na Magnata e così via.

domenica 20 giugno 2010

La Povera Vedova

 Signore Gesù, fatemi sapere se l'attuale Amministrazione Comunale arriverà a fine mandato...e poi raccoglietemi pure accanto a quell'anima benedetta.

venerdì 18 giugno 2010

Se butta lu bannu: Cornacchia gia' penza a llu Commune!!


E' tutto vero,  cari elettori, care elettrici ed elèttrici!
La satirica, epigrammatica "Voce Peteciana" annuncia, con  anticipo (ma non troppo), e vi informa della sua rinuncia alla "verginità" politico-amministrativa, conservata per troppo tempo. Dopo un'attenta riflessione, proprio questa sera i raggi della luna che penetrano nella mia finestra mi "incitano" e mi "costringono" a rivelarvi la buona novella. Molti, tanti di voi me lo hanno chiesto, richiesto  e poi richiesto ancora e allora ho capito che non potevo deludere tante brave persone che aspettano, da troppo tempo, cambiamenti visibili e sostanziali per la "Nostra Comunità". Perchè Turania deve ritornare ad essere - e lo sarà - la Comunità di tutti i peteciani, la perla dell'Alta Sabina. Che lo vogliano o no le fazioni politiche, i centri di poteri e il sottobosco "governativo" nostrani che fino ad oggi hanno, volontariamente o no, ostacolato la crescita e lo sviluppo della nostra terra, la terra dei nostri padri e dei nostri nonni. Cittadini della Piazza, di S. Andrea, della Portecchia-Cava e della Viapina-S. Giuseppe,  ASCOLTATE !! Un'ora fatale batte il cielo della nostra Petecia, l'ora delle decisioni irrevocabili: LA RINUNCIA ALLA MIA VITA LIBERTARIA E LIBERTINA E'  GIA' STATA CONSEGNATA ALLE  VELINE,  ALLE DONNE D'ALCOVA,  ESCORT  E MASSAGGIATRICI, INSOMMA A TUTTE LE PUTTANE CHE BIVACCANO NELLE MIE VILLE IN SABINA. CITTADINI MI SACRIFICO PER IL NOSTRO BENE E PER QUELLO DELLE FUTURE GENERAZIONI!
Cittadini, la scalata al Municipio di Turania sta per iniziare, VI ANNUNCIO LA DECISIONE DEFINITIVA DI SCENDERE IN CAMPO: SARO' IL SINDACO DEI PETECIANI! GRAZIE PER IL VOSTRO CALORE E LA VOSTRA FIDUCIA. VI ASSICURO, FIN DA ORA, CHE  LAVOREREMO TUTTI INSIEME PER IL BENE COMUNE . Insieme" a TUTTI I  VERI PETECIANI , a quelli che vantano almeno un soprannome per il loro casato. I nomi e i cognomi non basteranno più: tutti i candidati della  lista "Vincere e Vinceremo" dovranno aggiungere, al nome e al cognome, il soprannome del loro casato. Solo per me basterà CORNACCHIA.
Peteciani di ogni ordine e grado, camice bianche della rivoluzione e del regno Sabino, vi prometto un'azione amministrativa che rivoluzionerà completamente il volto del nostro paese. Il mondo, tutto il mondo emerso: dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, conoscerà la città di Turania. E voi sarete gli artefici di questo cambiamento, le squadre della vittoria e del progresso !!
Cittadini, basta con la politica del tombino e del mandolino, della pasquarella e de chitarrella, basta con le statue di bronzo inutili e con i musei chiusi, basta con le liti da pollaio, basta con  le  pozze d'acqua e con le motoseghe fatte in casa, basta con i vespasiani stagionali e con le misere 500 Fiat pe' lla festa della Madonna, basta con i baccanali da Circolo San Pietro e le Sagre co' lle castagne puzze. Noi inizieremo la politica delle GRANDI OPERE!!
Turania non può permettersi di perdere l'ultimo appuntamento per entrare nella Storia della Nuova Sabina, dello Stato Pontificio  e della Grande Italia. Entreremo di diritto nella storia dell'umanità. E GUAI a coloro che proveranno ad ostacolare il cammino della speranza, del vero progresso.
Elettori ed elettrici, la parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti: "VINCERE"e VINCEREMO; per dare finalmente un lungo periodo di pace e serenità alla nostra terra! Le forze plutocratiche, reazionarie e conservatrici - e dico tutte - hanno  i giorni contati. Meglio farebbero  a smobilitare immediatamente, a rifugiarsi  nello stato pontificio, perchè  noi non faremo sconti a nessuno. E quando dico nessuno, intendo nessuno!! 
E' così che entreremo di diritto nel G21 dei prossimo 100 anni.
Il Nostro primo impegno sarà  quello di espropriare la zona che va da Casavecchia  agl'Urecu Sfonnatu, passando pe' lli Tre Fiumi e  fino a Montagliani. Basta con le pozzanghere  di trote addomesticate, basta co' lli stroguni a mano e con le trattorie campestri. Noi costruiremo su quell'area una molteplicità di strutture modernissime che daranno vita ad uno sviluppo turistico da far invidia  al Nord Africa siciliano, e al Sud Eropa padano e che porteranno un incremento dell'occupazione del 200%. Ri-pe-to: du-e-cento per cento. Incominceremo dalle infrastrutture. Una tangenziale a sei corsie, e dico sei, collegherà direttamente Turania-Casavecchia-La Mola al casello autostradale di Carsoli, che verrà ribattezzato TURANIA-Valle del Turano. Renderemo navigabili (i peteciani sono anche un popolo di navigatori e pescatori: onore a Quinto, a Oreste, a sor Ugo, a Donato,  ecc.) ripeto na-vi-ga-bi-li, il fume Rio e il  Turano, fino a raggiungere il lago. Un ponte a 4 corsie ci congiungerà, sfiorando la Vena perafortana, con la Bassa Sabina  e l'Umbria, mentre il nuovo ponte de Toranu costituirà un importante collegamento con i paesi dell'alta Valle del Turano e del Salto. L'attuale Reotanu, ingrandito di almeno 100 volte,  diventerà la gigantesca piscina  del  "Turano Sport Village" - il più grande complesso sportivo-residenziale del centro-sud. Il personale  "specialistico" proverrà esclusivamente dal gentil sesso. Per reperirlo daremo vita al primo grande concorso "Belle e Bone" per femmine tra tra i 17 e i 35 anni (le minorenni verranno riservate solo agli Unti dal Signore)  con capacità lavorative che verificherò personalmente con i co-fondatori dell'associazione RPP (Ripopolamento Passera Peteciana). Una modernissima seggiovia partirà dal Monumento per raggiungere, in meno di 2 minuti, il centro benessere al quale potranno accedere liberamente tutti i veri peteciani (quelli col soprannome del casato).
Sulla cima della Ripa de llu Montò e fino a Casavecchia costruiremo un  complesso alberghiero a 7 stelle che sfiderà il cielo con i suoi 30 piani, 2000 stanze, 5000 posti letto e 300 addetti per turno. L'accesso avverrà rigorosamente con ascensore dalla Mola o  dall'eliporto della terrazza, dalla quale si potrà godere  un panorama mozzafiato e/o sperimentare il famoso volo all'Americo. Un battello accompagnerà i clienti del complesso residenziale  alla mega-piscina con  tanto di tour del Lago  (rigorosamente in notturna e in compagnia dei fuochi d'artificio casarecci, come nei migliori festini di Villa Certosa: il Nano politico nazionale ce farà 'na pippa a nnui). Il complesso disporra di 20 ristoranti con 5000 posti e 200 addetti per turno lavorativo. Le maestranze verranno selezionate (dopo aver occupato tutti i peteciani nei posti più appetibili) nei paesi limitrofi ed in caso di necessità, per i lavori più umili,  ci serviremo degli emigranti provenienti dal Sud Europa padano, che dovranno obbligatoriamente uniformarsi alla nostra cultura e ai nostri usi e costuni. Verranno sfamati, prevalentemente, con polenta e riso proveniente dalle loro zone di origine. Non potranno pronunciare la parola Po, cantare "O mia bela Madunina" o rivelare le loro origini ai clienti  del complesso, pena il rimpatrio immediato.
Questo, peteciani, è solo la prima parte del programma, che realizzeremo in soli 24 mesi (come a L'Aquila). Verranno investiti 800 milioni di euro provenienti dalle ricche economie orientali (le stesse che 50 anni fa affamavano i loro cittadini e che oggi ci copiano e vendono tutto).
Con la  seconda parte del nostro programma, della quale vi annuncio solo l'inizio, realizzeremo, dalla Madonna a Vivaro,   il grande villaggio residenziale "Turania 2". Verranno costruite, nei castagneti ameni e riposanti, 2000 ville che potranno ospitare  circa 8000 persone facoltose delle diverse nazionalità. Turania diventerà una città mitteleuropea e cosmopolita con tanto di aeroporto alle Prata.
Troveranno occupazione ne llù Proggettu: architetti, ingegneri e, soprattutto, geometri, anche se provenienti dalla vicina Palombara.
Sarà necessario istituire strutture culturali-formative di alto livello fino all'istituzione dell'Università Turanense e dell'Alta Sabina, nella quale potrà finalmente trovare spazio, come Magnifico Rettore,  un figlio illustre della nostra terra: lu "Libberu Docente". Naturalmente dopo un corso intensivo di risocializzazione ed effettivo reinserimento nel tessuto sociale peteciano. Per l'iconografia statuaria-religiosa abbiamo procacciatori di raffinata esperienza, come pure per lo sviluppo della cultura museale, chitarristica e dell'arte comica.
E' inutile preoccuparsi per le gestione della sicurezza, disponendo di uno dei migliori "Segugi" che la nostra terra abbia fin'ora partorito dopo l'insuperabile e rimpianto "Bricconcello",  ovvero il grande "Sherlock-Erbetta ".
Forza Compaesani e Compatrioti, ripetiamo tutti insieme la parola d'ordine: "VINCERE e VINCEREMO".  Viva Petecia Cosmopolita!!!

Se butta lu bannu.....


Credevo fosse 'na "Crapa", invece era un Tacchino (induttivista)


Finalmente svelata l’identità dell’anonimo Tacchino! Dapprima pensavo fosse una povera capra 


oggi, invece, sono convinto che trattasi di una capra-tacchino (induttivista). Capra nella parte superiore e tacchino in quella inferiore del corpo o viceversa. Tanto non fa alcuna differenza sul piano cerebrale.  

 

In questi giorni, il nostro anonimo, ha manifestato tutte le sue “attenzioni” a Cornacchia senza nessuna riservatezza come converrebbe, invece, ad un flirt che si rispetti. Testardo come un somaro (chiedo scusa all’equino, testardo come una capra-tacchino, nemmeno tanto induttivista) pretendeva che tutte le sue “effusioni” per me venissero rese di dominio pubblico. E a niente sono servite le mie perplessità sull’opportunità di diffondere tutte quelle “dolcezze” ed “effusioni” della sfera privata (purtroppo le cotte fanno “sragionare”).  Per non ferire totalmente una tal fiume di “sentimenti”, ho pubblicato la sua prima effusione, ricordandogli, però, che la continuazione del “Duetto” poteva avvenire solo in privato, sia pure con le modalità a lui più gradite. Ferito nell’orgoglio “sentimentale”, frustrato nelle pulsioni “amorose” si è imbestialito come solo una capra induttivista può fare. A nulla è  servita la proposta di incontri personali o di un “romantico”  tête-à-têtein chat (luogo più indicato per incontrare un quadrupe da bidonville). Poi, lanciando l’ultimo anatema-profezia - sulla prossima scomparsa di questo blog e del suo titolare, è tornato, in anonimato, a sragionare nel suo recinto abituale. Sintetizzando, il nostro “pennuto da cortile”, che insiste da mesi  sull’inopportunità dell’anonimato, voleva dimostrare a Cornacchia quello che si prova ad essere “beccato” dai commenti degli anonimi. “ Modalità comunicativa che, molto probabilmente, ha sempre alternato alla sua “vera” identità per spostare le discussioni dove faceva più comodo a lui e, probabilmente, alla “fazione” di riferimento. Qualcuno, avendolo intuito, me lo fece notare ma non gli diedi credito perché, in illo tempore, reputavo il tacchino una persona attendibile e corretta. E allora, visto che Cornacchia non si è deciso  a "rifiutare"  i fratelli peteciani anonimi, ha pensato bene di attaccarlo con il commento che avrete letto tutti e con altri due che  non ho pubblicato e che pubblicherò solo se la capra invierà un commento con la sua vera identità (ormai  svelata) e con la dicitura: “Sono io il tacchino induttivista che ha cercato di fregare la Voce satirica peteciana”. E poichè chi va per fregare rimane fregato,  il “Vecchiarel canuto e bianco”, che si vanta di essere amico de llù Libberu docente (lui sì una persona colta che può dare del tu a Tito Livio), avendo “magnata la foglia”,  l’ha indotto a smascherarsi (o se volete l’ha tanato) senza che il Geniale Gallinaceo potesse accorgersene. Visto che la memoria ancora non è completamente deteriorata, mi sono ricordato che  il nostro furbastro aveva già fatto sfoggio di cultura con riferimenti al “Tacchino induttivista”. Allora, altro non ho potuto fare che lanciare l’esca  con una frase inventata di sana pianta:  “Perfetti imbecilli li riteneva B. Russel”. Il nostro dotto non è riuscito a contenere il suo Io ipertrofico ed ha subito abboccato all’amo, rilanciando (insieme alle solite litanie) la “Metafora del tacchino induttivista” (la sola cosa che conosce dell’opera gigantesca del grande filosofo inglese) senza ricordarsi però che l’aveva già  usata in un altro momento. Per cui il gioco è stato facile, troppo facile. Tra l’altro, il Tacchino Geniale aveva già tentato, invano, di far cadere il “vecchio” Cornacchia in un suo (o loro) trabocchetto, inviando, sempre in anonimato, due commenti più da querela che offensivi (rivolti a se stesso e ad una “fazione” vicina) nella speranza che venissero pubblicati per poi, magari, querelarmi vista la sua vicinanza con “ambienti” avvezzi alle azioni giudiziarie e/o agli esposti anonimi. Mi dispiace tanto ma il furbetto (o i furbetti) dovrà-nno riprovare con un’altra delle loro tante "genialità".

Che interessi o paure avranno costoro per attaccare questo spazio e il suo autore?

Chi sarà il Tacchino-Capra?  
Comunicatelo riservatamente via e-mail e, a tutti quelli che indovineranno, Cornacchia offrirà una serata in pizzeria o, se preferite, una rustica cena con salsicce casarecce, pecorino di alta montagna e montepulciano d'abruzzo 5 stelle. A volontà naturalmente.

Dimenticavo: meglio soli che in pessima compagnia. Chi vuole intendere intenda. I commenti dei tacchini induttivisi e della fazione di riferimento non verranno più pubblicati. 

Per chi non l'avesso letto questo e il primo e l'ultimo commento pubblicato del Tacchino Induttivista 
[Eravate quattro amici al bar
pensavate di cambiare il mondo...
ma con gran serenità,
(poca per la verità)
la partita finisce quà........
(G. Paoli)

L'impresione è che la partita sia proprio finita quà.
Tuttu sotto sequestru.
Chi di spada ferisce di spada perisce. Caro il mio predicatore,pure pe tè e pe quistu "blog", che ha fattu più danni della grandine a ferragustu è arrivata la fine.
L'Ivano, chi cazzè, presuntuoso, ma arguto, a capitu bene la Tua metamorfosi.
Ti ha colto in flagranza e messo fuori gioco.
Sei partito con la satira e finisci con i sermoni o pipponi da predicatore protestante americano.
Lascia sta e dicce addò voì a parà.
Perchè sta sociologia da tanto a chilu ha mpo ruttu lu cazzu.
E stu duettu co Pretura "stucchevole". A..pretù nell'elenco manca pure de sapì come è statu appaltatu lu campusantu.(magari eri assessore a li lavuri pubblici o no?)
150 fornetti senza appalto e senza capì co quale cazzu de accordo col "morto" se doveanu ripartitì gl'incassi.
Quello che sorprende è che ci stau tanti, TROPPI, anonimi.Sarà mica sempre farina dellu stissu saccu?Se non te sbrighi a chiudellu ssù situ finirà che te farau pure Santu. O preferisci fa lu reggi palle agl'amicuteu... doppu che gliai lessatu bene bene come mpesce.
Caru Di Maggiu, lassa perde,Pimmidoru e quissi tre o quattro "grandi elettori"... quissi peddavero te fau fa la fine della bonanima de paretu entro Giugnu.
Se propriu te va de arrivà finu alla fine, fa de "capoccia" (e che capoccia lucida)tea. Alla fine poesse che basterria che manni affangulu quallecunu de sì porelluzzi, qualche Giuda e/o pilatu che te circondanu e se trovi chi te pò dà nà mani, prova a nsiste, mmà co sti chiari de luna chi cazzu se le piglia ssè beghe. Certu so cazzi, come aete messe le cose, o riesci a fa un "governu de unità nazionale" di Berlingueriana memoria o repeto, so cazzi. Certu pe fa quesso te tocca affà li cunti co li "grandi elettori" che tau missu nmezzu a li pasticci e co qua chiattarellu che te fa da tirapalle. Ma o arrivi a governà co nà maggioranza mpò più rappresentatia (pe governà ce vogliu sempre armeno li cinquanta più unu de percentuale)o è meglio che tennevai. Certu non sarà na bella figura ma a stu paese lo peggio non è mai fenitu. Ma alla fine che cazzu sto a ffà, pure io sto a ffà mpippone. Ma sa comè, tutti pensemo allo bene de Petecia, ma della Petecia che tenemo alla capoccia ognunu de nui, come co là nazionale, ognunu pensa de esse più bravu de tutti. Doppu però a chi cià missu lu muccu tocca a fa li cunti co lì probblemi, e quilli pare che so tanti, aru che cazzi. Cornà te vò propriu mpiccià fa pure, ce manchi solo tu, ma sta attentu non so pallù. E pò lu parentatu a già datu. MMMa.... ffà come gl'amici tei pallucca o lu professore che stau all'eremo a guardà.... data l'età.]

Questi sono i commenti di Cornacchia
Le persone intellettualmente oneste sono quelle in grado di confrontarsi liberamente e serenamente con le idee e le ragioni degli altri, pur disdegnando i portatori di vangelo, quelli che hanno  le soluzioni pronte per tutto, i mistificatori della realtà e della verità e tutti coloro che pur di non scontrarsi con la loro altissima autostima e autoreferenzialità non evolvono mai nel pensiero e nemmeno nella “satira”. Sono quelli delle tre Ego: Egoisti, Egocentrati, Egostronzi. Perfetti imbecilli li definiva B. Russel. A me, sinceramente, fanno un po’ "schifo" ma anche tanta compassione perché, in fin dei conti, sono dei poveri infelici a cui non è concessa una’vera vita sociale e, quindi, nemmeno di poter costruire relazioni di autentica e disinteressata amicizia. La loro diffidenza è così connaturata e proporzionata all’ipertrofia dell’ego che in ogni rapporto sociale e umano sono obbligati a leggervi secondi, terzi e anche quarti fini. Loro non concepiscono per forma mentis e per difetto di onestà intellettuale - e quindi mal tollerano - l’esistenza di persone capaci di separare i contenuti dell’amicizia dagli interessi politici. E’ una categoria ben nutrita (purtroppo) di persone che “vivono” con un bisogno irrefrenabile del nemico, di considerare gli altri (alla stregua di loro stessi) fasulli, doppiogiochisti, partigiani, imbroglioni. Chiaramente, da questa malevola predisposizione della mente e dell’animo, escludono se stessi, tutti gli appartenenti alla loro cricca, tutti i condivisori del pensiero unico, tutti quei cortigiani, che nel Rigoletto verdiano, sono definiti “Vil razza dannata”. Questi soggetti - che sono poi quelli che quando gli fa comodo firmano i commenti e quando, invece, non gli conviene scrivono in anonimato – si avventurano - dopo introduzioni poetiche che mal si addicono alla loro grettezza d’animo, alla povertà intellettuale, ai deficts cognitivi e alle scarse capacità di critica e di giudizio - in eserczi interpretativi e valutativi sui rapporti intimi e di amicizia delle persone. Così da fare chiaramente intendere che l’amicizia tra Cornacchia e gli amici impegnati politicamente a Turania (tra l’altro in tutte le “fazioni”), condizioni l’autonomia e la libertà di espressione personale e del blog stesso.Niente di più falso e calunnioso. Sicuramente a queste persone da fastidio sia Cornacchia che “Turania Sabina ieri Petescia”. Le ragioni di questo le lascio ai peteciani. Tali persone, lo dicevo all’inizio, hanno necessariamente bisogno di vedere “nemici”ovunque - fa parte del loro modo di vivere la vita e l’impegno politico interpretato, spesso, come lotta di conquista del potere, di scalate personali necessarie a colmare il loro vuoto esistenziale, ancorché come un servizio per la collettività.
Ecco allora che ricorrono a qualsiasi forma diffamatoria, a qualunque mezzo che generi confusione e paure in una Comunità che tutto può accettare, tranne di respirare, tra i boschi più verdi della Sabina, l’aria avvelenata generata da una competizione politica troppo “movimentata” e che tutti pensavano superata. Cornacchia, con i presunti “sermoni e pistolotti”, con la “sociologia da tantu a chilu…” e con le “ridotte” capacità satiriche ha cercato - e continuerà a farlo - di invitare “tutti” quanti ad una riflessione, ad un confronto politico-amministrativo più sereno, pacato e rispondente alle caratteristiche e alle tradizioni di una Comunità come la nostra. E lo ha fatto con assoluta equità ed equidistanza da qualsiasi schieramento politico. Capisco che questo possa dar fastidio a tutti gli sfascisti e a tutti quei soggetti che, credendosi i migliori e non accorgendosi della loro incapacità a sostenere le frustrazioni che la vita solitamente riserva a tutti, vorrebbero risolvere le cose come meglio gli aggrada.Tutte queste persone, distribuite in tutte le “fazioni”, non faranno mai il bene del nostro paese!! Questo la maggior parte dei peteciani lo hanno capito benissimo e si libereranno di costoro prima possibile. Se qualcuno di questi poveracci mentali sta pensando a mosse e contromosse politiche da parte di Cornacchia si sbaglia di grosso, perché non sono mai stato interessato alla politica attiva. Ma se dovesse servire per liberarsi di questi soggetti inutili e dannosi per la nostra Comunità, potrei forzare la mia natura di libertino e libertario e farci un pensierino. Così lascerò spazio a qualche aspirante Cornacchia carico, si spera, di vera fantasia e ironia, e non come qualche emulo che posta commenti sia anonimi che firmati e ha la pretesa di essere ironico o addirittura satirico. Ognuno si bea delle illusioni che si crea. Un abbraccio a tutti i peteciani veri, quelli che non confondono l’amicizia con gli interessi e che non svenderanno mai la loro libertà per un piatto di minestra.

Questa, invece,  se a qualcuno può interessare, è la metafora del tacchino induttivista:
Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni le più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: ‘Mi danno il cibo alle 9 del mattino’. Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato”.

domenica 6 giugno 2010

C'è un tempo per ogni cosa ...

Ci siamo! Tra un paio di giorni (esattamente l'08 giugno) gli amministratori comunali, molto probabilmente, “festeggeranno” il  primo anniversario. Vogliamo sperare che non lo facciano ricorrendo ad uno dei tanti baccanali  "partigiani" o, visto che oggi va tanto di moda, della "cricca dei soliti noti" (ovvero poco più di 1/3 dei votanti). E non mi si venga a dire che chi governa rappresenta i 3/3, e che il primo cittadino è  il sindaco di tutti e bla…bla…bla. Balle, cazzate!! Se non si riempiono di contenuti queste sono solo frasi ad effetto, slogan o, al massimo, buone intenzioni (esattamente come democrazia, libertà, uguaglianza, fraternità, solidarietà, ecc.). Il sindaco rappresenta tutti  solo se è la maggior parte della Comunità, e non solamente quel misero, sia pur rispettabile,  1/3 o poco più che lo ha eletto, a riconoscergli le capacità gestionali-amministrative, ma soprattutto la sensibilità, la forza comunicativa e le attitudini  necessaria per   "Servire la Comunità. O "Servire il Popolo”, come tanto piaceva ai "cattivi predicatori" e ai "fasulli ideologhi" casarecci del XX secolo. Qualità e capacità che valgono maggiormente per i piccoli centri,  dove un sistema elettorale che molti vorrebbero incostituzionale per la discrimine rispetto agli elettori dei grandi centri che possono, invece, scegliersi il sindaco a maggioranza. Maggioranza che è cosa ben diversa da 1/3 o poco più!! Ecco perché, caro Pretura, senza nessuna polemica, chi  "vuole" rappresentare l'intera collettività deve guadagnarsi il riconoscimento sul campo e non attribuirselo.
Il riconoscimento lo si conquista ascoltando le voci e i bisogni di tutta la Comunità, stando insieme ai cittadini, considerando, con rispetto ed umiltà, aspettative, desideri, proposte. Per essere amministratori della “Comunità” bisogna saper trasmettere senso di appartenenza e vicinanza a “tutti i cittadini” -  che non sono solo 1/3 o poco più degli elettori che ti hanno votato, o che hanno fatto finta di votarti.”  Manager di uomini” e non di sole pratiche burocratiche dovrebbero essere sindaci e assessori!!!  
A distanza di un anno, non sembra - a sentire quello che dicono o scrivono i peteciani su questo spazio -  che l’attuale  Amministrazione abbia raggiunto la maturità  necessaria per dialogare e “addomesticare” la maggioranza dei cittadini che, a torto o ragione, la considera ancora espressione di un gruppo minoritario, ovvero gestore di una tribalità politica-locale che, invece, andrebbe superata al più presto. Pena la crescita del malcontento nei confronti di coloro che sembrano refrattari ad accogliere il sacrosanto “diritto alla verità” dei cittadini.  In particolare, rispetto ad un buco di bilancio spaventoso e vergognoso che si trascina ormai da anni e sul quale nessuno, dalla casa municipale, si premura di dare risposte chiare e definitive.
I peteciani non sono giustizialisti, non vogliono mettere  nessuno alla gogna, né  far salire altri sul patibolo, vogliono semplicemente sapere: “come, con chi e per quali opere”si è arrivati ad un debito pubblico così impegnativo che pesa sui residenti per più di mille euro a testa, bambini compresi.
 Forse i cittadini, che un’idea di come siano andate le cose se la sono fatta, avrebbero  già “digerito” questa difficile situazione finanziaria se non  si ritrovassero tra le bbricocule o, come le lingue maldicenti azzardano - “fuori-dentro” l’attuale maggioranza -  i presunti responsabili del dissesto finanziario.
Caro Sindaco, visto che i peteciani sono stufi di tromboni, nani politici, affaristi e trombati (ormai completamente scoloriti) che non vogliono piegarsi alla storia e alla volontà della Comunità peteciana, fa qualcosa di sinistra, ma anche di centrosinistra e di centrodestra (come direbbe il tuo vecchio “capo” Vuolter): “Mandali tutti a fare in culo”!! Così sarà fatto il primo passo di avvicinamento verso quella maggioranza che vorrebbe riconoscerti  primo cittadino con il cuore e non con la scheda elettorale. Noi confidiamo.
Il secondo passo, considerata l’insufficiente umiltà e l’evidente difficoltà a costruire un feedback con i cittadini - tutti i cittadini -  potrebbe essere quello di informarsi, di studiare le modalità, la sensibilità, e le capacità umane con cui  Arcangelo, Giorgio, Pajetta ecc. (eccetera fino ad un certo punto!) si rapportavano con i membri della Comunità. Della loro “vocazione” ad “andare incontro” ai cittadini, perché deve essere la “politica” ad incontrare il popolo e non viceversa. Ricordo che la domenica e le altre feste comandate, cominciavano la mmatina a bon’ora dalla Piazza: prima entravano da Emma e da Pippu e poi giù per la via Romana - a pei, senza camion  o blindati - arrivavano alla Croce da Sirverio, salutando e scambiando una parola con tutti. Ma proprio tutti quelli che incontravano!!! E al ritorno, per non perdersi niente, risalivano la Portecchia, sostavano a lli Meroli  davanti all’osteria de Sirvio, e poi riconquistavano la Piazza per incrociare i fedeli che uscivano dalla messa delle undici.  Senza disdegnare, nel pomeriggio, un passaggio alla Viapina con la “scusa” di andare al cimitero. E doppu allu barre per una partita a tressette con chi capitava, senza distinzioni di colori politici o di lista elettorale. Sicuramente Arcangelo, con la sua lunga e saggia esperienza politico-amministrativa-umana, offrirebbe, gratuitamente, il suo “modesto” contributo a tutti coloro che non difettano di umiltà.  Dico a tutti perché le modalità di rapporto e comunicazione con i peteciani le mettevano in atto sempre, anche quando erano all’opposizione. Era il loro stile di vita politico-sociale-umano, si sentivano “servi del popolo”. Il loro fare politica era mettersi al servizio della Comunità, sia che fossero maggioranza o minoranza e al di là di qualsiasi ambizione di potere personale, ammesso che ne avessero. Era il loro modo di amare Petecia e i peteciani. Tutti i peteciani: comunisti, democristiani, socialisti, missini, monarchici, amici e avversari. "Avversari" e non nemici. A Petecia non c’erano “nemici politici” ma soltanto fratelli peteciani: amici, compagni, monarchici o camerati che fossero.
Con questo non si vuole dire che Turania era un eden dove tutti andavano d’amore e d’accordo. Allora il dibattito politico era accesissimo (c’erano ancora le sezioni e la parrocchia), le discussioni ai consigli comunali appassionate e forti, le campagne elettorali partecipatissime e,  a volte, molto animate. Ma mai - dico mai -ci sono stati momenti di così alta tensione, di così tanto disprezzo per l’avversario (considerato nemico) da rasentare lo scontro fisico.
La classe dirigente, o presunta tale, (maggioranza, opposizione, associazioni e quant’altro) di questo paese, è ora che capisca, una volta per tutte - vale adire definitivamente - che i peteciani non ne possono proprio più. Se vi interessa veramente  capirlo scendete in mezzo a loro, ma fatelo con umiltà, con rispetto e amore. E soprattutto, se vi riesce, calate dallo scranno su cui vi siete appollaiati (mancu foste delle Cornacchie ...azz!), abbandonate gli atteggiamenti da superuomini nostrani e provate a fare un passo indietro (meglio due, tre sarebbe il numero perfetto), cominciando a dialogare e a ri-trovare i valori della nostra Comunità. Per farlo ci vuole l’umiltà, la semplicità e la disponibilità di Arcangelo, Giorgio e Pajetta che, dopo le fiammate dei consigli comunali, andavano a farsi una partita a carte per dare un messaggio di serenità al paese. Se non riuscirete a ri-trovare le qualità di quegli uomini, che poi erano patrimonio anche dei nostri padri e dei nostri nonni, vuol dire che a voi non interessa il bene della nostra Comunità, ma, se mai,  di soddisfare le vostre “ambizioni personali” e/o  la vostra “sete di potere”. Conoscendovi non voglio credere che sia così e sono sicuro, come pure tantissimi concittadini, che incomincerete ad occuparvi “tutti” con serietà, correttezza e rispetto dei ruoli delle cose peteciane. Diversamente vi ricordo che questa non è più terra di conquista per nessuno (sono passati quei tempi) e che i “vostri” concittadini  sono al limite della sopportazione, nauseati da un clima avvelenato che nessun vero peteciano  vuole.
Il saggio cinese insegna che c’è un tempo per ogni cosa, e questo è  il TEMPO DELLA RI-CONCILIAZIONE E DELLA COLLABORAZIONE.
Se poi per voi i valori della saggezza, della tradizione e della cultura popolare peteciana sono solo degli optional, allora fareste meglio a levare le tende, prima che perdiamo completamente la pazienza e vi cacciamo tutti a calci nel culo.  
I sessant’anni di Claudio De Somma sono un’occasione speciale per iniziare un nuovo corso. Non la sciupate banalmente, parlatene insieme con civiltà e fraternità. E' il desiderio di tutti i peteciani.
 

 

L'ELEZIUNI PETECIANE 1975